Recupero materiali

I rifiuti inerti da demolizione e da costruzione prodotti da cantieri edili sono classificati come rifiuti speciali. Nel passato la Pubblica Amministrazione, presa dallo stato di emergenza ambientale creato dai rifiuti di origine urbana e dai rifiuti pericolosi, di maggior impatto sulla salute dell'uomo, non ha dato la giusta attenzione a tale tipologia di rifiuto. In questi ultimi anni, però, sotto la spinta dell'Unione Europea anche l'Italia sta dando una maggiore importanza alla gestione dei rifiuti da Costruzione e Demolizione.

 

RECUPERO E RICICLAGGIO DEI RIFIUTI INERTI

Ogni anno in Italia si producono solo di rifiuti inerti provenienti dalle opere di demolizione 35 milioni di tonnellate; Lo smaltimento di rifiuti inerti derivanti dal comparto delle costruzioni e demolizioni dovrebbe avvenire attraverso il conferimento in discarica 2A; tuttavia è possibile constatare che notevoli quantità di questi materiali sono abbandonati abusivamente in maniera incontrollata su suoli pubblici e privati, provocando una diffusa deturpazione delle periferie urbane invase da cumuli di rifiuti.

Smaltimento dei materiali inerti in cantiere:

 

Quali sono le procedure per lo smaltimento dei materiali inerti ?

Le imprese di costruzione, di impiantistica e di finitura che operano nei cantieri edili e producono con la loro attività rifiuti, sono costrette da anni ad organizzare raccolte improvvisate con automezzi non specifici, sprecando tempo,costi ed energia in inutili carichi e scarichi mescolando materiali incompatibili, percorrendo lunghi tragitti alla ricerca di discariche in zone poco conosciute e a volte ricorrendo a sistemi di smaltimento abusivi e/o illeciti.

Sotterrare rifiuti, anche se inerti, utilizzare cassonetti pubblici o discariche non autorizzate sono reati e in quanto tali perseguibili penalmente.

Proponiamo agli operatori edili una soluzione pratica ed efficace per asportare rifiuti inerti e assimilabili nei cantieri di piccole e medie e grandi dimensioni.

Non più dispute sulla responsabilità e rischi di sanzioni penali ed amministrative , ma una telefonata gratuita per risolvere nell'arco di poche ore un problema molto importante.

Il servizio consiste nel posizionare uno o più containers scarrabili per lo stoccaggio dei rifiuti presso il cliente.

Quando il container è pieno si effettua l'operazione di sostituzione ritirando quello pieno e posizionandone uno vuoto.

 

TECNICHE E TECNOLOGIE PER IL RECUPERO E RICICLAGGIO DEI RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE

Demolizione selettiva:

La separazione all'origine richiede l'ausilio di tecniche di decostruzione che sono indicate con il termine generale di demolizione selettiva: si tratta di un processo di disassemblaggio che, in genere, avviene in fase inversa alle operazioni di costruzione. Lo scopo della decostruzione è quello di aumentare il livello di riciclabilità degli scarti generati sul cantiere di demolizione secondo un approccio che privilegia l'aspetto della qualità del materiale ottenibile dal riciclaggio. Alla demolizione tradizionale con il conferimento delle macerie in discarica si sostituisce la demolizione selettiva che consente un recupero in percentuali elevate dei materiali attraverso tecniche in grado di separare le diverse frazioni omogenee per poterle, successivamente, inviare a idonei trattamenti di valorizzazione.

Demolizione controllata:

In alternativa alla separazione all'origine si può ricorrere al trattamento del rifiuto, raccolto alla rinfusa, in impianti appositamente realizzati. L'impiantistica in oggetto è stata caratterizzata, negli ultimi anni, da un notevole sviluppo tecnologico, portando a realizzazioni tali da rendere possibili l'adduzione di rifiuti indifferenziati ottenendo in uscita almeno tre categorie merceologiche differenti:

• Inerti lapidei di caratteristiche granulometriche predefinite, mediante sistemi di frantumazione, deferizzazione e vagliatura ormai ampiamente testati

• Materiale metallico separato dalle macerie mediante l'utilizzo di adeguati separatori magnetici

• Frazione leggera costituita in prevalenza da materiale ad elevato potere calorifico (carta, legno, plastica) ottenuta mediante varie tipologie di sistemi (si passa, infatti, dalla separazione manuale, a sistemi di aspirazione e ventilazione, per arrivare ad ingegnosi sistemi di separazione per flottazione).

Impianti di riciclaggio mobili e fissi:

Negli ultimi anni lo sviluppo dell'impiantistica atta al trattamento dei residui da Costruzione e Demolizione ha trovato un notevole impulso grazie all'incremento dei costi di smaltimento in discarica. Tale incremento ha portato i produttori di rifiuti inerti ad optare per il trattamento degli stessi isolando le componenti più pericolose e conferendo la restante parte alle discariche meno onerose, recuperando in tal modo altri materiali da riciclare nei cicli di produzione.

Generalmente la lavorazione dei materiali inerti provenienti da attività edili può essere effettuata mediante due tipologie di impianti: gruppi mobili di frantumazione ed impianti fissi di trattamento per il riutilizzo.

Gli impianti fissi di trattamento e riciclaggio, progettati con un elevato contenuto tecnologico, sono in grado di garantire un materiale inerte in uscita omogeneo e controllato da un punto di vista granulometrico; pertanto privo di componenti non inerti tali da aumentarne il valore dello stesso.

Tale tipologia impiantistica è di norma caratterizzata da soluzioni standard per le fasi di frantumazione, vagliatura e deferizzazione, mentre la fase di selezione della frazione leggera risulta particolarmente diversificata a seconda del livello di riciclaggio che si intende perseguire.

Gli impianti mobili, derivanti dai tradizionali impianti di frantumazione di inerti da cava ed economicamente convenienti in grossi cantieri di demolizione, consentono solitamente la semplice riduzione volumetrica dei singoli elementi immessi nell'impianto; è da verificare caso per caso, se con opportuni accorgimenti tecnologici, si possa garantire un adeguato assortimento granulometrico dei materiali in uscita al trattamento, e l'eliminazione delle frazioni non inerti. Una tale tipologia impiantistica offre come vantaggio sostanziale la possibilità di abbattere eventuali costi di trasporto nel caso di riutilizzo in loco del materiale da destinare a frantumazione, ma bisogna verificarne le caratteristiche merceologiche presenti, al fine di una loro reintegrazione nei cicli di produzione.

 

La Ditta è autorizzata all'esercizio delle operazioni di recupero di rifiuti non pericolosi e l'attività viene iscritta alla posizione n.179 del Registro Provinciale delle procedure semplificate di MT. 

Sintesi aspetti normativi:

Il D.Lgs. n° 22 del 5 febbraio 1997 considera i rifiuti inerti da Costruzione e Demolizione Codice C.E.R. 10.02.00. e 17.05.00. come rifiuti speciali da smaltire in discarica di II° categoria tipo 2A.

Se invece di smaltire i rifiuti inerti non pericolosi in discarica, si decide di recuperarli, risulta che: "Le attività di recupero di scarti nello stesso luogo di produzione non sono soggette a comunicazione ed autorizzazione perché non ricorre la condizione che il produttore se ne disfi o abbia l'obbligo di disfarsi" (art. 7). Il recupero di materiali inerti non pericolosi in opere complesse di ripristino ambientale è attività soggetta a comunicazione amministrativa (art.5 del 5 febbraio 1998).

 

Tuttavia, anche se il decreto esonera dall'obbligo di autorizzazione le attività di recupero, nel luogo di produzione devono essere effettuate nel rispetto delle prescrizioni tecniche dettate dal DM del 5 febbraio 1998 per i rifiuti non pericolosi, garantendo la salvaguardia dell'ambiente, della salute dell'uomo e delle normali condizioni di sicurezza.

 

Se il recupero dei rifiuti inerti non pericolosi avviene presso impianti autorizzati, il rifiuto inerte, al termine di una serie di trattamenti finalizzati al raggiungimento degli standard merceologici (All. 1 CNR - UNI 10006) e alla verifica della compatibilità ambientale (All. 3 test di cessione), diventa M.P.S. (materia prima secondaria), comparabile ad una materia prima e quindi esclusa dalle norme sui rifiuti.